NOCE DI MALLO – MICHELE RINALDI

6,90 IVA inc.

Mallo di Noce Michele Rinaldi è una polvere tintoria, da utilizzare in combinazione con altre erbe, per regalare ai capelli toni castano intenso.

Il mallo di noce ha soltanto un potere riflessante, usato puro non riesce a tingere i capelli in maniera definitva nè a coprire i capelli bianchi.
Per un effetto migliore va utilizzata in combinazione con hennè rosso, indigo o miscele di erbe tintorie.

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Juglans Regia Shell Powder

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Mallo di Noce

Juglans Regia

Juglans Regia PiantaOriundo dell’Asia occidentale e forse anche della Grecia settentrionale, il noce è un albero alto dai 10 ai 25 m, largamente diffuso e coltivato in tutta l’Europa centrale e meridionale sin dall’antichità. Il frutto, una drupa piuttosto consistente, ha un mesocarpo verde, il mallo, e un endocarpo legnoso, il guscio.
Il nome Juglans regia risale al periodo dell’antica Roma ed è legato alle parole Jupiter e Jovis, cioè a Giove, il padre di tutti gli Dei, e alla sua regalità nei confronti di tutte le altre divinità. Nel XVI-XVII secolo il frutto, a causa della sua forma interna, simile a quella di un cervello, assunse grande importanza come rimedio medicinale tra i seguaci della “Dottrina dei segni”. Il noce è anche una pianta tradizionalmente usata per tingere, e le parti che sono utilizzate per questo scopo sono il mallo e le foglie, raccolti rispettivamente in autunno e all’inizio dell’estate. I principi tintori sono dei derivati naftochinonici rappresentati dallo juglone (isomero del lawsone). Lo juglone si ritrova in proporzioni variabili in tutta la pianta di noce, e determinerebbe da solo una colorazione rosso-arancio. Le sostanze tanniche del mallo verde scompaiono completamente quando esso raggiunge la maturazione. La tintura di lana, seta e cotone con il mallo riusciva a conferire a queste fibre una colorazione molto resistente, richiedeva però un procedimento lungo e laborioso.
I malli verdi venivano posti a macerare e fermentare in poca acqua anche per un anno, fino ad ottenere un bagno di colore bruno. Poi, nel mallo fermentato, filtrato ed opportunamente diluito, venivano tinte le fibre per un’ora a 80°C. In questo modo era possibile ottenere varie tonalità di marrone. La mordenzatura con sali inorganici ampliava poi la gamma di colori all’ocra, al terra di siena, al verde oliva e al nero. La colorazione con mallo di noce fermentato è una antica tecnica Persiana, utilizzata per le lane destinate alla fabbricazione di tappeti.

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