In Fissa : Sfera e 10 ragazze per lui allo stadio. L’Emancipazione vale anche quando non ci piace.
Siamo nel 2026. Nessuno ci obbliga più ai doveri coniugali.
Ma allora perché ci scandalizza ancora una donna che sceglie liberamente un ruolo che noi non sceglieremmo?
In questi giorni si parla delle ragazze che accompagnano Sfera Ebbasta allo stadio.
E, inevitabilmente, il dibattito è diventato subito un dibattito sulle donne.
Sono emancipate?
Sono oggettificate?
Stanno facendo un passo indietro?
Io credo che ci sia una domanda ancora più interessante.
Chi decide quale sia il modo giusto di essere una donna emancipata?
Per anni abbiamo combattuto perché una donna non fosse obbligata a essere moglie, madre, casalinga, composta, discreta.
Abbiamo rivendicato il diritto di lavorare, guadagnare, studiare, divorziare, non sposarci, non avere figli, vivere liberamente la nostra sessualità.
Ma emancipazione significa anche accettare una cosa molto più scomoda:
Che una donna libera possa fare una scelta che un’altra donna non farebbe mai.
Se oggi una donna sceglie consapevolmente di accompagnare un uomo, di mostrarsi in un certo modo o persino di interpretare un’immagine femminile che a noi sembra antiquata, quella scelta non diventa automaticamente meno libera solo perché non corrisponde alla nostra idea di femminismo.
Il femminismo per definizione della tre cani :
”Movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera privata e una collocazione sociale paritaria in quella pubblica”
La libertà non può funzionare soltanto quando una donna sceglie ciò che consideriamo “giusto”.
Altrimenti abbiamo semplicemente sostituito un modello obbligatorio con un altro.
Obbligare moralmente le donne a seguire il nuovo schema imposto da altre donne non significa essere emancipate, la libertà passa nella Scelta e scegliere di essere donne accompagnatici, lampade o donne da ornamento è il prezzo da pagare per la libertà.
Oggi una donna che sceglie liberamente di stare a casa, dedicarsi alla famiglia ai figli viene considerata meno rispetto a quella che vuole dedicarsi alla carriera e alla realizzazione personale.
Ci dovremmo concentrare sulla possibilità di scegliere senza MAI giudicare, proprio, come si fa con gli uomini, avvilente è il fatto che le prime a farlo sono le donne rivolgendosi ad altre donne.
Prima ci dicevano quale donna dovevamo essere.
Oggi rischiamo di farlo tra di noi.
L’emancipazione, forse, è arrivare al punto in cui nessuno decide più quale tipo di donna devi rappresentare.
Nemmeno un’altra donna.
Puoi essere quella che costruisce una carriera.
Quella che vuole una famiglia.
Quella che vuole entrambe.
Quella che non vuole nessuna delle due.
Quella che va allo stadio da sola.
E anche quella che decide di andarci accompagnando Sfera Ebbasta.
Perché il punto non dovrebbe essere che donna hai scelto di essere.
Il punto dovrebbe essere:
hai potuto sceglierlo tu, o qualcun altro ha scelto per te ?
(immagine presa dal settimanale Chi)
